LINGUA ET MORES

Civiltà e vita quotidiana Specchio in argento proveniente da Pompei (Napoli, Museo Archeologico Nazionale). 95 andavano dal tonsore e il taglio diventava motivo di grande festa. Non si curava l aspetto chi era in lutto o doveva presentarsi in tribunale per un processo; i filosofi si lasciavano crescere la barba come segno distintivo. Anche gli uomini amavano «farsi belli : non rinunciavano ad arricciare i capelli con il ferro, trascorrevano ore dal barbiere che usava creme e unguenti profumati (unguenta). Nel periodo imperiale molti erano coloro che volevano ritornare agli antichi costumi (antiqui mores) e invitavano alla moderazione, ma erano inascoltati dai più. Elegante sobrietà maschile Colombella portaprofumo in vetro soffiato (Torino, Museo di Antichità). gli occhi, sfumando le palpebre con ombretti e annerissero le ciglia con fuliggine, con nero di seppia, o con una pomata a base di formiche arroventate su di una piastra calda. Anche le labbra assumevano un colore rosso con l applicazione di pomate ricavate dal mosto di uva. I profumi, molto apprezzati, erano conservati in preziose ampolle (ampullae); piacevano quelli di gusto orientale prodotti con mirra, spezie, incenso Ricette (praecepta) dettagliate servivano alla preparazione di creme e di unguenti anti-age e prevedevano ingredienti costosi e difficili da reperire, come farina di corno caduco di cervo. Molto più semplici erano i costumi delle donne romane durante la monarchia e nei primi tempi repubblicani. La veste ufficiale dei Romani era la toga (toga): ampia, drappeggiata di lana bianca, tagliata a ellisse, generalmente senza ornamenti. La praetexta era invece ornata con una balza di porpora ed indossata dai fanciulli, da alcuni sacerdoti e dai sommi magistrati, la toga picta era quella del trionfo, la trabea, l abito dei sacerdoti. La toga risultava però poco pratica e difficile da indossare tanto che era necessario l intervento di un servo per drappeggiarla, secondo l uso del tempo. Così in epoca imperiale essa fu sostituita dal pallium, più corto, dalla lacerna, una sorta Per lui: barba e capelli D altronde anche per gli uomini si possono distinguere vari periodi per quanto riguarda l uso di radersi e di tagliarsi i capelli: fino al III secolo a. C. i Romani portavano generalmente barba e capelli lunghi, poi si affermò l abitudine di affidarsi alle cure del barbiere. I giovanissimi si lasciavano crescere la peluria, dopodiché L imperatore Lucio Vero (II sec. d.C.) ha una folta capigliatura e una corta barba, curate e ricciute (Torino, Museo di Antichità).

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