LINGUA ET MORES

modulo 1 55 La parola ai testimoni Terenzio. Un commediografo liberto Publio Terenzio Afro (185-159 a.C.), nacque a Cartagine nel 185 a.C., fu portato a Roma come schiavo e poi affrancato da Terenzio Lucano, da cui prese il nome. Ancora giovanissimo manifestò le doti del suo ingegno e compose sei commedie, tra cui gli Adelphoe e l Hecyra. Per le caratteristiche innovative del suo teatro, dove i personaggi sono caratterizzati da un indagine psicologica approfondita, fu contestato e amareggiato dalle critiche del pubblico e degli intellettuali suoi contemporanei. Dopo il 160 non si hanno più notizie su di lui: si dice che sarebbe partito per la Grecia senza farne ritorno a causa di un naufragio o per una grave malattia che lo avrebbe condotto a morte. Modelli educativi a confronto Negli Adelphoe Terenzio presenta due diversi modelli di educazione. Micione, che abita in città e ha una mentalità moderna e aperta, ha adottato per scelta Eschino, figlio del fratello Demea, il quale alleva l altro figlio Ctesifone, vive in campagna e ha una visione del mondo molto più severa e angusta. Micione è convinto che i figli vadano trattati con indulgenza e tolleranza: infatti asseconda il giovane Eschino nelle sue debolezze per evitare che gli nasconda qualcosa. Micione non nega che il padre debba esercitare il suo imperium sul figlio: ma questa autorevolezza si può affermare solo se il padre lega a sé il figlio non con la paura, ma con l affetto, il beneficium. L autorità non deve essere quindi quella che il padrone esercita sugli schiavi, bensì deve essere fondata sull amicizia e sul dialogo. Alla fine della commedia, il modello educativo di Micione sarà vincente. Atque ex me hic natus non est , sed ex fratre. Is adeo dissimili studio est iam inde ab adulescentia: [ ] eduxi a parvolo, habui, amavi pro meo; in eo me oblecto , solum id est carum mihi. Ille ut item contra me habeat facio sed lo: do , praetermitto, non necesse habeo omnia pro meo iure agere; postremo alii clanc lum patres quae faciunt, quae fert adulescentia , ea ne me celer consuefeci filium. Nam qui mentiri aut fallere insu rit patrem aut audebit, tanto magis audebit ceteros. Pudore et liberalitate liberos retinere satius esse credo quam metu . 40 50 55

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