LINGUA ET MORES

modulo 9 328 Verba in itinere Ludi et oblectamenta Gli spettacoli pubblici che tanto piacevano ai Romani erano chiamati genericamente ludi e comprendevano i giochi del circo, ludi circenses, i combattimenti dei gladiatori, munera gladiatoria, e le rappresentazioni teatrali, ludi scaenici. I più importanti erano organizzati a date fisse, ad esempio i Cerealia (festa del grano), i Floralia (festa dei fiori). Il termine ludus, secondo Varrone deriva da lusus, scherzo : i giovani nei giorni di festa erano soliti divertire il popolo con giochi e scherzi e da questa abitudine si organizzarono manifestazioni religiose e giochi pubblici. In italiano il vocabolo ludus è rimasto nel linguaggio dotto «ludico . Il Circus Maximus (Circo Massimo), nel quale si svolgevano le corse con le bigae o le quadrigae trainate da cavalli, poteva contenere centocinquantamila spettatori che prendevano posto nelle ampie gradinate. In ogni spettacolo dovevano effettuarsi ventiquattro corse; si contendevano la vittoria diverse factiones, «fazioni designate dal colore delle vesti del rispettivo auriga. Si pensi alle contrade e ai colori del Palio di Siena. Il percorso della pista era detto curriculum, «corsa che ora significa l elenco degli avvenimenti più importanti degli studi e della carriera di una persona. I cavalli dovevano fare sette giri intorno a una spina lunga seicento metri, termine attualmente usato dagli urbanisti per definire varianti al piano urbanistico. Gli spettatori facevano scommesse di ogni genere e c era una vera tifoseria, da essere definita fanatismo, sostantivo derivante da fanum, «tempio , in cui si manifestavano forme di esaltazione religiosa. L aggettivo fanaticus ha avuto i seguenti esiti: fanatico in italiano, fanatique in francese, fanatico in spagnolo, fanatic in inglese: da quest ultima voce si ha l abbreviazione fan, vocabolo usato per designare tifosi di calciatori, attori, cantanti... I combattimenti dei gladiatori furono i giochi prediletti dai patrizi e dai plebei. Il sanguinoso spettacolo aveva luogo nell amphitheatrum, «anfiteatro , così chiamato perché composto da due teatri: ha infatti una pianta ovale, un arena, «arena , circondata da gradinate concentriche; questa parola indica un luogo di gare non solo sportive. I gladiatori che prendevano parte alle pugnae, «combattimenti dovevano dimostrare di aver frequentato i ludi, scuole di allenamento e di saper sopportare ogni genere di sofferenze. Si presentavano nell anfiteatro uscendo dai carceres, «sbarre . In caso di ferimento, il gladiator si inginocchiava e aspettava il verdetto: il pollex versus, «pollice rivolto in basso , ne decretava la morte. Tale espressione oggi sta a indicare un giudizio negativo in merito a una determinata questione. I ludi scaenici potevano essere comoediae o tragoediae e questi due generi sono giunti fino a noi, certamente molto modificati nel tempo; le rappresentazioni si svolgevano nel theatrum, una struttura a pianta semicircolare. Gli actores, da agere (chi agisce), erano scelti fra gli schiavi e, se un uomo libero si dava alla scene, perdeva i diritti di cittadino romano. Portavano personae, «maschere che variavano secondo i caratteri da rappresentarsi, da cui la parola italiana «persona . Le donne non potevano salire sul palcoscenico, quindi gli uomini indossavano abiti e maschere femminili. Il termine latino actor ha subito minime modificazioni rispetto alla lingua d arrivo, ma gli attori e le attrici ora godono del favore e della stima degli spettatori. La scaena, «scena , cambiava spesso e le azioni erano accompagnate dalla musica; nei momenti più drammatici, la situazione tensiva veniva sciolta con l intervento del deus ex

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