LINGUA ET MORES

Civiltà e vita quotidiana di acqua e di molti posti di cottura in muratura, ma l aria era fumosa e greve, poiché non vi era un tiraggio. All esterno della casa, si trovava il viridarium, un giardino per la coltivazione di fiori e frutti. Questo spazio, in età imperiale, diede origine al perystilium, un ampio cortile interno, circondato da colonne, dove si trovavano il triclinium, destinato ai pranzi sontuosi, l exedra, un altra sala spaziosa e l oecus, un triclinio ancora più ampio. Altri locali completavano la casa: la biblioteca, un padiglione per ascoltare la musica e il balneum, piccole terme. Pochi mobili, ma raffinati La domus, pur nella sontuosità dell architettura e nel lusso dei materiali impiegati, aveva pochi mobili, poiché si ricavavano incavi nel muro che servivano per riporre suppellettili, Il giardino della casa Vettii in un affresco di Pompei. 223 Letto in bronzo del I sec. a.C. rinvenuto ad Amiterno, in Abruzzo. quelle più preziose venivano custodite nelle arcae (scrigni). I letti erano deputati a vari uffici: dormire, lectus cubicularis, leggere, lectus lucubratorius, mangiare, lectus triclinarius; i tavoli di squisita fattura erano l orgoglio del padrone di casa: il sostegno centrale era di bronzo o di avorio, spesso con forma di animale, la parte superiore di legno prezioso, con intagli di avorio, di tartaruga... I «mini alloggi : le case dei poveri Nella Roma imperiale, che contava più di un milione di abitanti, ben pochi erano coloro che potevano vivere in dimore così lussuose, la maggioranza abitava in insulae, agglomerati di case a diversi piani, con cortile interno, divisi in piccoli appartamenti dati in affitto. In questi «mini alloggi , costruiti in fretta e con intenti speculativi, mancavano i servizi igienici, i divisori tra le stanze erano in legno, come i pavimenti; l acqua doveva essere attinta ai pozzi, non esistevano camini e si cucinava su bracieri con il pericolo di intossicazione e di incendio dell intero stabile. Il rumore era assordante notte e giorno, come testimoniano gli scritti di Seneca1, che si lamentava della presenza di bagni pubblici molto chiassosi sotto il suo appartamento, e di Giovenale2 che diceva: «In Roma per poter dormire ci vogliono di gran quattrini . La villa rustica Ai tempi della fondazione Roma fu abitata da agricoltori e allevatori, fatto testimoniato da reperti archeologici, da templi in onore del dio Pale e di Cerere, divinità delle messi, dal mito

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