LINGUA ET MORES

Civiltà e vita quotidiana 193 Generalmente però le punizioni erano all ordine del giorno, tanto che il celebre medico Galeno (129-200 a.C.) ci ha lasciato la testimonianza sulla frattura di denti, sui pestaggi fatti agli schiavi che curava. Di regola venivano fustigati con il flagello, si rasava loro la testa, si ustionava il corpo con ferri roventi, si spezzavano gli arti. I Romani erano quindi molto duri e severi, avendo potere di morte, e marchiavano in modo indelebile la fronte degli schiavi con le scritte: FUR, se ladro, KAL, se calunniatore, FUG, se fuggitivo. é Fedor Andreevich Bronnikov, La crocifissione di schiavi (Retyakov Gallery, Moscow). combattimento o per il trasporto delle merci, o come minatori nelle cave e nelle miniere per l estrazione di materiali per l edilizia o di metalli. Nei giochi del circo i gladiatori erano scelti perlopiù tra gli schiavi o tra i condannati a morte. Il gladiatore Spartaco capeggiò la principale rivolta servile contro Roma; comandante di 90.000 uomini, sconfisse più volte i Romani, ma venne battuto da Crasso e morì in battaglia. La provenienza geografica degli schiavi era in relazione alle conquiste effettuate dai Romani: giunsero un milione di Galli dopo le guerre di Cesare e decine di migliaia di ebrei in seguito alla conquista di Gerusalemme. Il sogno della libertà La condizione servile poteva essere cancellata attraverso la manomissione, manumissio, una cerimonia che validava la libertà alla presenza di amici, o per mezzo di una lettera, o mediante l invito del padrone ad un banchetto. Se si voleva rimanere ancorati alla tradizione, durante l affrancamento, il padrone poneva un bastoncino sulla testa dello schiavo, seguendo antichi costumi. Il Cristianesimo contribuì a corrodere la schiavitù, ma il permanere di servi legati alla terra, servi della gleba, sarà consuetudine medioevale, sopravvissuta fino al 1861 in Russia, quando avvenne l abolizione di tale prassi per opera di Alessandro I Romanov. Schiavi colti In età imperiale le famiglie più illustri avevano a disposizione migliaia di schiavi che lavoravano nelle grandi ville rustiche o erano addetti alle cure personali della famiglia o all amministrazione dei beni, dispensatores, o ancora alla registrazione delle spese e delle entrate, sumptuarii. I servi che svolgevano lavori intellettuali, oltre a essere pagati molto all acquisto, avevano particolari attenzioni, perché godevano della fiducia del padrone e costituivano un vero problema se si ammalavano o se morivano. Il grande oratore Cicerone (106-43 a.C.) si preoccupa della salute del suo schiavo Tirone e gli raccomanda di non badare a spese per curarsi. é Testa di prigioniera in un mosaico del III sec.

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