Modulo 4 - A tavola con i Romani

modulo 4 modulo 4 Civiltà e vita quotidiana A tavola con i Romani La cena, il pasto principale Il pasto principale dei Romani era la cena; uno spuntino a mezzogiorno, consumato spesso fuori casa, costituiva il pranzo (prandium). La cena durava parecchio, soprattutto se si trattava di un banchetto con inviti: poteva iniziare verso le tre del pomeriggio e protrarsi fino a notte inoltrata. Questo pasto, a partire dall età augustea, veniva consumato nel triclinium, una stanza dove erano collocati letti a tre posti per i commensali. La tavola era rotonda e accessibile, coperta da una tovaglia, i servi offrivano le vivande. Gli invitati mangiavano sdraiati, in posti separati per mezzo di cuscini, reggevano il piatto con la mano sinistra e il cibo, fatto a pezzettini da uno schiavo, veniva portato alla bocca con la destra. I servi più belli, vestiti con abiti dai colori sgargianti e i capelli inanellati, mescevano il vino; altri, invece, più dimessi, avevano il compito di spazzare il pavimento che veniva sporcato con gli avanzi. Oltre agli Brocca in pasta di vetro da Pompei. amici del padrone di casa, venivano invitati anche i clientes, che adulavano il loro padrone aumentandone il prestigio, ma i commensali non erano trattati tutti nello stesso modo. Allestimento scenografico Il vasellame poteva essere prezioso: le coppe (pocula) erano di cristallo, di murra, una pietra molto rara che esaltava l aroma del vino, oppure di argento, ornato di figure, pesci, frutta o fiori, e di pietre preziose. Avevano le forme più strane: a barchetta, a corno, alte, basse. Mancavano le forchette, quindi l arte del commensale era quella di servirsi con le dita, senza sporcarsi. Sulle mense dei ricchi: raffinatezze culinarie per palati esigenti Le vivande venivano presentate in tre momenti: apriva il banchetto l antipasto (gustus) con alimenti leggeri (olive, uova). Seguivano varie portate di carne e di pesce; oltre a preparare le carni come quelle di vitello, maiale, agnello, selvaggina, animali da cortile, i Romani prediligevano cibi ormai abbandonati: ghiri, fenicotteri, cicogne, pavoni, gru. Per quanto riguarda i pesci, le specie preferite erano storioni, triglie, sogliole, branzini, aragoste, ostriche, gamberi accompagnati da una salsa di pesce, il garum1. I Romani amavano l agrodolce, quindi accompagnavano le carni anche con aceto e salse di frutta. Sulle tavole raffinate venivano ancora serviti funghi con miele, tartufi, chiocciole, che prima di essere cucinate dovevano stare a bagno nel latte alcuni giorni. I cuochi aguzzavano l ingegno, in quanto il padrone di casa voleva stupire, quindi un animale poteva essere riempito di altri animali di dimensione sempre più piccola, oppure presentato nei modi più fantasiosi.

LINGUA ET MORES
LINGUA ET MORES
Libro digitale