LINGUA ET MORES

13 il gruppo ph si pronuncia f: Phoedrus = Fedro (leggi Fedrus) Phoebus = Febo (leggi Febus) Phrygia = Frigia (leggi Frigia) la h è muta, cioè non si pronuncia, sia all inizio che nel corso della parola: homo = uomo (leggi òmo) Pyrrhus = Pirro (leggi Pìrrus) Rhodanus = Rodano (leggi Ròdanus) il gruppo ti non accentato, seguito da vocale, si pronuncia zi: gratia = grazia (leggi grazia) natio = nazione (leggio nazio) Horatius = Orazio (leggi Orazius) Mantiene invece il suono t nei seguenti casi: a. se è preceduto da s, t, x: ostium = porta (leggi ostium), mixtio = miscela (leggi micstio), Attius = Attio (leggi Attius) b. quando è accentato: totìus = di tutto (leggi totìus), petìeram = avevo chiesto (leggi petìeram) c. nelle parole di derivazione greca: Miltiades = Milziade (leggi Miltìades). gl è gutturale (si pronuncia come la parola italiana glicine , gladiatore ): glis = ghiro (leggi glìs con la g dura) il suono k è sempre duro: Karthago = Cartagine (leggi Cartàgo) la y si pronuncia i: tyrannus = tiranno (leggi tirànnus) Divisione e quantità delle sillabe La divisione in sillabe latine segue le regole che vengono usate in italiano: tempestas = tempesta tem pe stas multitudo = moltitudine mul ti tu do civitas = città ci vi tas. I dittonghi costituiscono un unica sillaba: caelum = cielo cae lum aetas = età ae tas poena = pena poe na. L unione di due elementi vocalici che non costituiscono dittongo, forma tante sillabe quante sono le vocali: a r = aria a r. Le vocali latine potevano essere pronunciate con una durata breve indicata con questo segno ( , , , , ), o lunga, indicata con questo segno ( , , , , ) a seconda del tempo impiegato per pronunciarle. La quantità della vocale determina la quantità della sillaba: la sillaba è breve, se ha una vocale breve, è lunga se ha una vocale lunga o un dittongo. La ¯

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