Volume 1

36 2 Materiali per le tecnologie chimiche Abbassando ulteriormente la temperatura il solido gommoso subisce la cosiddetta transizione vetrosa che comporta, per quanto riguarda la struttura microscopica, la limitazione dei movimenti delle macromolecole anche della parte amorfa. Ne consegue, per le proprietà macroscopiche, l impossibilità del materiale di flettersi sotto le sollecitazioni o addirittura una rilevante fragilità. Pertanto, quando si è interessati alla flessibilità, si devono utilizzare materiali polimerici che presentano una temperatura di transizione vetrosa inferiore alla temperatura ambiente, o in genere alla temperatura di esercizio. Al contrario, se ci interessa la rigidità del materiale, la temperatura di transizione vetrosa deve essere superiore alla temperatura ambiente, o di esercizio (v. Tab. 2.12). Transizione vetrosa TEMPERATURA DI TRANSIZIONE VETROSA (°C) TEMPERATURA DI FUSIONE (°C) 100 115 Politetrafluoroetilene 97 327 Polietilene (alta densità) 90 137 Polipropilene 18 175 Nylon 6,6 57 265 Poliestere (PET) 69 265 Cloruro di polivinile 87 212 Polistirene 100 240 Policarbonato 150 265 MATERIALI Polietilene (bassa densità) Tab. 2.12 Temperature di fusione e transizione vetrosa di alcuni polimeri. 2.4.2 impieghi nelle tecnologie chimiche I polimeri sintetici, quelli più impiegati nel settore delle tecnologie chimiche, possono essere classificati in termoplastici, termoindurenti ed elastomeri (v. Tab. 2.13). n I termoplastici, quando sono sottoposti a riscaldamento, subiscono una riduzione di viscosità sino a diventare liquidi e possono essere formati con grande facilità. Al raffreddamento mantengono la forma impartita a caldo e presentano una moderata elasticità e flessibilità al di sopra della temperatura di transizione vetrosa. Inoltre, l operazione può essere ripetuta, entro certi limiti, modificando la forma senza danno. Questo fa sì che i termoplastici siano materiali riciclabili. n I polimeri termoindurenti sono costituiti da macromolecole che, quando sono riscaldate, sviluppano, eventualmente anche in presenza di ulteriori reagenti, una notevole quantità di legami reticolanti. Si viene così a creare una rete tridimensionale che impedisce gli scorrimenti relativi tra le macromolecole. Gli oggetti così formati sono duri, resistenti, ma fragili. 02a CAPITOLO_015-055.indd 36 27/04/12 11.26

Volume 1
Volume 1
LIBRO DIGITALE